Formaggi in gravidanza: formaggi sicuri in dolce attesa e quelli da evitare

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Formaggi in gravidanza: formaggi sicuri in dolce attesa e quelli da evitare

Foto di BRUNA BRUNA da Pixabay

Durante la gravidanza è importante seguire delle regole alimentari precise: al via il consumo di formaggi stagionati. Vediamo insieme i formaggi da evitare in dolce attesa.

La gravidanza è uno dei momenti più belli, misteriosi e angoscianti per una donna. È il periodo in cui si concentrano e si confondano tutte le sfumature emotive dell’animo umano. Un mix di felicità e timore diventa la miscela esplosiva di sorrisi e pianti senza senso, anticipatori di sogni e incubi notturni, e mattutini, che si quietano con la soddisfazione del palato.

L’alimentazione in gravidanza deve essere ricca di tutti i principi nutritivi necessari alla futura mamma e al bebè. Deve essere sicura, in modo da evitare rischi per il feto e la mamma, ma deve essere anche buona e soddisfare i piaceri delle papille gustative. Aspettare un bambino non vuol dire astenersi dai piaceri della vita, ma esaudirli con buon senso.

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Se non ci sono determinate condizioni che vietano in assoluto l’assunzione di alcuni alimenti, in gravidanza è sempre il caso di evitare carni crude o poco cotte, insaccati crudi, e dolci, in quanto potrebbero causare l’insorgere del diabete gestazionale. Ecco perché è molto importante prestare attenzione all’alimentazione in gravidanza.

Via libera ai formaggi, ma anche in questo caso è bene fare attenzione. Formaggi molli e semimolli maturati con le muffe come brie, gorgonzola, camembert, roquefort, potrebbero essere contaminati dalla Listeria monocytogenes, un batterio che può causare un’intossicazione alimentare particolarmente pericolosa in dolce attesa. Il rischio di contrarre la listeriosi è più altodurante i tre mesi di gravidanza. I sintomi sono simili a quelli dell’influenza: febbre alta e dolori muscolari, in alcuni casi preceduti da disturbi gastrointestinali che, durante la gravidanza, potrebbero manifestarsi in forme  più lievi. Se viene contratta quando si aspetta un bambino, la listeriosi può comportare complicazioni molto gravi per il feto, tra cui meningite, setticemia, parto prematuro e aborto.

Formaggi in gravidanza: si a quelli stagionati

Sì, invece, ai formaggi stagionati come pecorino, grana e parmigiani, in quanto contengono meno acqua rispetto a quelle molli e, di conseguenza, è più difficile che i batteri riescano a proliferare al loro interno. Anche alcuni formaggi non stagionati sono da considerarsi sicuri se si ha la certezza che siano stati prodotti con latte pastorizzato: le alte temperature della pastorizzazione permettono, infatti, di uccidere tutti i batteri eventualmente presenti anche nei formaggi freschi. Quindi, via libera a mozzarella e ricotta.

Se è vero che contengono molti grassi, molto colesterolo e molte calorie (soprattutto certi tipi), sono anche ricchissimi di calcio, irrinunciabile per il corretto sviluppo del feto. Il fabbisogno di calcio, durante la gravidanza e l’allattamento è di 1550 milligrammi al giorno, che vengono coperti da una tazza di latte (250 grammi), oppure due vasetti di yogurt da 125 grammi uniti, per esempio, a 50 grammi di parmigiano (che corrispondono a 187 calorie). Mediamente i latticini contengono da un minimo di circa 200 milligrammi di calcio (ricotta) per 100 grammi a un massimo di 1340 (parmigiano). Il latte intero ne contiene 119 milligrammi, lo yogurt intero 111 e forniscono rispettivamente 64 e circa 80 calorie per 100 grammi. “Tenendo presente che in gravidanza è consigliabile non introdurre più di 2200 calorie al giorno (soprattutto se si è “partite” con qualche chiletto in più)”.

Si ai formaggi in gravidanza, ma è sempre buona regola confrontarsi con il proprio ginecologo e un nutrizionista, che possano dare i giusti consigli in base alle esigenze.

Foto di BRUNA BRUNA da Pixabay

 

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